Moco della Val Bormida

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Moco delle Valli della Bormida
Il Moco della Val Bormida

Il Moco è un legume da pianta annuale, ramificata, a portamento semi-prostrato, con steli glabri, glauchi, caratteristicamente alati; foglie alterne, costituite da un picciolo alato portante un paio di foglioline ellittiche, oblunghe ed un cirro semplice o ramificato, molto lungo; i fiori singoli,(bianchi e rosati) fecondazione autogama, formano un baccello compresso contenente da 2 a 5 semi; i semi sono schiacciati, piuttosto angolosi, (simili a sassolini) di colore bianco o bruno marezzato, di 4-6 mm di diametro.

Produzione

Lavorazioni del terreno:
la preparazione del terreno prevede un’aratura (vangatura) non profonda eseguita a fine estate, una o più lavorazioni per affinare il terreno ed una eventuale erpicatura presemina per eliminare le infestanti presenti al momento della semina.
Periodo di semina:
tradizionalmente al 100 giorno dell’anno (au cent di) prima decade di aprile. La semina è eseguita a file distanti 20-25 cm con l’obiettivo di realizzare una densità di 50-60 piante/m2, oppure a spaglio sempre con la stessa densità.
Conservazione:
conservati preferibilmente in vasi di vetro con foglie di lauro e grani di pepe.

Curiosità

Questo legume era già coltivato sicuramente in Val Bormida dalla fine del 1800 e la coltivazione era diffusa in molti comuni della Valle in particolare sulle alture di Cairo Montenotte nella zona dei BASILI e i CITTI (sopra a S.Anna ) e a Cengio frazione Rocchetta, infatti fra gli appellativi in uso negli anni 30/40 nei confronti degli abitanti della frazione di Rocchetta vi era “cui ed rucchetta mangia mochi”: il riferimento era evidente, i Rocchettesi venivano chiamati “mangia mochi”, proprio per la diffusa coltivazione e consumo di questo legume, nel periodo dopo la 1° guerra.

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