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ITINERARI ALLA SCOPERTA DELLA TERRA DEI COLORI

| ITINERARIO 1 |  | ITINERARIO 2 |  | ITINERARIO 3 |  | ITINERARIO 4 |


Itinerario 1: da Balzi Rossi a Bordighera passando per la montagna
Mortola, Villa Hanbury
Ventimiglia,
Chiesa S. Michele
Dolceacqua,
chiesa di S. Antonio
Pigna, i tipici vicoli
Castelvittorio, il borgo
Apricale, il paese
arroccato
Seborga,
il centro storico
La Riviera dei Fiori comincia a Ovest al confine francese.
Prima tappa i Balzi Rossi, la più importante zona archeologica
ligure. Nelle spettacolari grotte a picco sul mare ha vissuto
l'uomo 200 mila anni fa. Le sue tracce sono conservate nel
Museo Preistorico.
Pochi chilometri ed eccoci al promontorio della Mortola con i
Giardini di Villa Hanbury, 18 ettari di splendida vegetazione con
palme e cactus, piante asiatiche e della foresta australiana.
Arriviamo a Ventimiglia e per la S.S. 20 del Colle di tenda
entriamo nella Val Roja, stretta e tortuosa, l'antica "via del sale".
Ecco Airole, affascinante borgo medievale con la Chiesa di Santi
Giacomo e Filippo. Festa patronale il 1° maggio.
Poco più su Olivetta San Michele, divisa in più borgate, al
confine con la Francia.
In Val Bevera troviamo l'Ecovillaggio Torri Superiore, che ospita una comunitā residente internazionale ed č aperto al pubblico con la sua accogliente Casa per Ferie.
Ritorniamo a Ventimiglia e da qui a Vallecrosia, nota per la produzione di fiori e il Museo della Canzone Italiana.
Nel vecchio borgo fortificato la Torre diguardia.
Imbocchiamo la Val Nervia in direzione Pigna.
Superato Camporosso, che conserva i resti della Chiesa di San
Pietro (XI sec.) con il Campanile quadrato, troviamo
Dolceacqua, divisa in due dal torrente Nervia, con l'elegante
ponte medievale, a una sola arcata, che l'attraversa.
Ammiriamo il polittico di santa Devota, di Ludovica Brea, nella
Parrocchia di Sant' Antonio Abate , l'antico Castello, dove in
agosto si fa musica, e la Pieve di San Giorgio.
Vogliamo saperne di più? C'è il "Visionarium" con i suoi
documentari. Da non perdere la processione del 20 Gennaio e un
buon bicchiere del famoso Rossese, vino DOC di Dolceacqua.
Facciamo una deviazione per Rocchetta Nervina, antico paese
fortificato dove l'ultima domenica di agosto c'è la sagra del
piatto locale: capra con fagioli.
Torniamo sulla strada provinciale e raggiungiamo Isolabona,
con al centro la fontana in pietra del 1486. Risaliamo fino a
Pigna, vecchio borgo aggrapato a un pendio.
Da vedere la bella loggia della Piazza Vecchia, la Parrocchia di
San Michele del XV sec. Con il grande polittico, la Cappella di
San Bernardo con il ciclo di affreschi.
Le Terme della Val Nervia, il Festival della Poesia e della
Commedia Intermedia nella prima settimana di agosto nonché la
sagra del fungo in settembre, fanno di Pigna un irresistibile
appuntamento. E adesso per una strada in mezzo a ulivi e
castagni arriviamo a Castelvittorio, antico feudo in posizione
dominante sulla valle con il Campanile della Chiesa di San Vittorio
sul cocuzzolo e intorno i tetti rossi delle vecchie case.
Il 19 marzo sagra di San Giuseppe, in settembre sagra dei
"peti di muneghe", frittelle e dolci.
Prendiamo a salire finoa 900 m. ed ecco Bajardo, arroccato in
cima a uno sperone di roccia. Dal "terrazzo sulle Alpi" si gode uno
straordinario panorama sulle Alpi Ligure Marittime.
Nell'oratorio di san Salvatore il polittico della Trasfigurazione,
di Emanuele Maccari, del 1552. "Ra Barca", pittoresca festa del giorno di Pentecoste, ricorda la morte in mare della figlia del conte di Bajardo fuggita col suo innamorato.
Scendiamo fino ad Apricale, "paese del sole", affaciato su un
pendio in mezzo agli ulivi. Da un arco medievale in pietra e
attraverso ripide stradine decorate da moderni murales, arriviamo
al Castello della Lucertola, con l'importante Museo.
Da vedere, tra l'altro, l'Oratorio di San Bernardo, con un polittico
in legno del 1500. Trasformato in teatro all'aperto in agosto,
l'antico borgo ha botteghe artigiane e atelier.
Festa patronale l'8 settembre e sagra della "pansarola", dolce
caratteristico, la domenica seguente.
Pochi chilometri e siamo sul colle di Perinaldo che domina la
Valle Croisa tra uliveti e vigneti. L'Osservatorio astronomico
ricorda Gian Domenico cassini, importante astronomo perinaldese
del 1600, chiamato alla corte del re Sole.
Nel borgo, originario dell'XI sec. , la Chiesa di San Nicolò ha un
crocifisso in legno del 1400. Sagra di santa Giustina a fine
settembre, festa di san nicola di Bari il 6 dicembre.
Dopo una ventina di Km ci attende su un'altra panoramica
Seborga, minuscolo "principato" dall'intricata storia, il cui
principe (eletto) emette passaporti francobolli e batte moneta.
Notevole il Palazzo dei Monaci.
Proseguiamo per Vallebona, dalla tipica struttura medievale di
borgo ligure: dai muri delle case spunta la roccia e ci si perde tra
vicoli e scale di pietra. La Chiesa di San Lorenzo ha il campanile
del XIII sec. e il portale in ardesia scolpita.
Da qui scendiamo al mare, a Bordighera.




Itinerario 2: da Ospedaletti a Sanremo toccando quota 1127 metri
Ospedaletti, il golfo
Bajardo, il terrazzo
sulle Alpi
Valle Armea, Ceriana
Ceriana, polittico del
Santo -Chiesa S. Pietro
Tra capo Sant'Ampelio a capo Nero andiamo a conoscere
Ospedaletti, fondata nel 1300 dai cavalieri di San Giovanni di
Gerusalemme. Dove, passeggiando , nel vecchio borgo con la
Chiesa di sant'Erasmo, antico ospizio di pellegrini, o nella città
nuova tra palme, eucalipti, ville e giardini?
Dovunque è delizioso.
Le due torri saracene del 1500 montano ancora la guardia.
Costeggiando la riva arriviamo a Sanremo e dalla luce
splendente del mare passiamo ai chiaroscuri del bosco di
san Romolo e alla sua pineta. Ma dove siamo, sulle Dolomiti?
Torniamo sulla strada principale e in 9km saliamo fino a Bajardo
con il suo splendido panorama e percorrendo all'inverso l'itinerario
n.1 tra boschi di ulivi e castagni raggiugniamo Castelvittorio e
poi Pigna. I tre paesi sono illustrati nell'itinerario n.1
La strada per Colle di Langan si inerpica sulla montagna.
Il bello di questo percorso è la natura.
Non ci sono case, solo alberi.
Nemmeno uomini. C'è silenzio. Questo mondo è solo nostro.
Dal colle di Langan, 1127 m., cominciamo a scendere e passiamo
per la contrada di San Giovanni dei Prati , poi ecco le
imponenti pendici del monte Ceppo, alto 1627m.
Siamo nel Comprensorio Alpino. Il mare è dimenticato.
Qui c'è aria di boschi, aria balsamica.
Lasciamola entrare dai finestrini dell'automobile e respiriamo a
pieni polmoni.
Il prossimo paese è Vignai, che pare venire da un tempo
lontano. E' come se per magia avessimo fatto un salto nei secoli
scorsi. In questo mondo incantato ritorniamo sulla strada
principale e arriviamo dopo 9 km al passo Ghimbegna e da qui
nella valle Armea, dove incontriamo il Santuario della Madonna
della Villa, del 1200, ma ricostruito nel XVII secolo.
Si festeggia l'8 settembre.
La Valle si apre su orti e vigneti ed ecco Ceriana, con le case
medievali di pietra scura attaccate muro a muro e disposte una
sull' altra per rinforzare le difese contro gli invasori.
Durante la settimana Santa si rinnova la processione delle
Confraternite. Riprendiamo la strada . Solo dodici chilometri ci
separano da Sanremo e dai suoi fiori.




Itinerario 3: da Bussana ad Arma di Taggia, un grande giro tra le colline
Bussana Vecchia,
ruderi chiesa
Montalto ligure
Molini di Triora,
veduta panoramica
Andagna, chiesetta
campestre
Dolceado, case sul
torrente Prino
Bussana Vecchia, un paesino di 60 abitanti, è conosciuto in
Europa. E' stato ricostruito da artisti italiani e stranieri dopo che
il terremoto l'aveva distrutto. Ci si arriva da Bussana sul Mare.
Ci sono ancora mozziconi di muri, le case sono piene di fascino,
ma il paese è al buio. Forse per questo nell'ultimo anno sono nati
ben 10 bambini. Torniamo al mare e alla grande sabbiosa spiaggia
di Arma di Taggia, piena di sole anche d'inverno, e saliamo per
la S.S. 548 a Taggia. Eccoci nella verde Valle Argentina e al suo
torrente. Proprio affaciata sul torrente c'è Badalucco.
A 3 KM, appare su un cucuzzolo il borgo medievale di Montalto
Ligure
con al centro il suo bravo campanile e la Chiesa di San
Giovanni Battista che conserva il polittico di San Giorgio , un
capolavoro di Ludovico Brea. Merita una visita. Festa di san
Giovanni il 24 giugno. Torniamo nella valle Argentina che si
stringe e arriviamo a Molini di Triora, così chiamato per i 23 mulini
un tempo in funzione e oggi rinomata per la "sagra della lumaca"
in settembre. Ed ecco Triora, la città delle streghe in dialetto
"bagiue". Tutte storie?? Niente affatto. Il processo alle streghe si
tenne nel 1558 e i suoi atti sono custoditi nel locale Museo della
stregoneria e della civiltà contadina. Non manca un alone di
magia che circola tra i bei vicoli con gli antichi portali in ardesia
scolpita, nonché sui banchi dei negozi dove funghi, miele e
formaggette locali sono " da streghe". Nell'Oratorio di San
Giovanni Battista, del XVII sec., una statua del Maragliano e un
dipinto di Luca Cambiaso. La Chiesa della Madonna del Buon
Viaggio del XVIII sec. offre una vista stupenda.
E ora entriamo sempre più nel paesaggio di montagna tra pascoli,
boschi e case di contadini. Dopo Creppo ecco Realdo, a 1000 m
sul mare, con le case in pietra arrampicate su una grande roccia
e poi Verdeggia, caratteristico paese alpino.
Ritornati a Molini di Triora raggiungiamo Andagna con la sua
spettacolare Rocca e imbocchiamo una strada sterrata. Gomme
adatte e un po' di prudenza perché la strada è stretta e a picco
sulla valle, ma ne vale la pena per gli stupendi scorci panoramici
e per il paesaggio selvaggio e incontaminato.
Dopo 9 km ecco San Bernardo di Conio, sul passo, e da qui in
direzione di Carpasio scendiamo a Colle d'Oggia. Il percorso
alternativo prevede il ritorno da Molini di Triora a Montaldo Ligure
e per la valle Carpasia l'arrivo al Colle d'Oggia, dopo aver
incontrato il paese di Carpasio, il cui nome ricorda il trattato di
pace fra le tribù liguri e i Romani. Vecchi tetti in ardesia e muri in
pietra a vista in mezzo ai castagneti. Dal colle d'Oggia si arriva a
Pantasina. Prima di entrare nel paese ecco su di un poggio
panoramico il Santuario della Madonna della Guardia, circondato
da vecchi, maestosi lecci. Si ritorna presto nel regno degli ulivi e
dei frantoi. Qui troviamo i Molini di Prelà con il Santuario di
Montegrazie in punto panoramico. E poi Dolcedo con i suoi
frantoi e le case in fila sugli argini del torrente Prino, attraversato
da 5 ponti compreso il Ponte dei Cavalieri di Malta, del 1292.
La strada corre tra vigneti e uliveti. Ecco la imponente Parocchia
Santiario di Nostra Signora Assunta dei Piani, da dove s'intravede
l'azzurro del mare. Solo la Liguria ha la montagna e il mare così a
stretto contatto. E siamo a Imperia.
Imbocchiamo la via Aurelia e godiamoci le mille sfumature di
questo splendido mare e i bei paesi della costa. Da San Lorenzo
al Mare
arriviamo a Santo Stefano al Mare, con un fortilizio
ottagonale del XVI sec., e a Riva Ligure, con la Chiesa
Parrocchiale dove si ammirano alcune sculture di Anton Maria
Maragliano. E siamo tornati ad Arma di Taggia.




Itinerario 4: da imperia a Cervo salendo al Colle di Nava
Chiusavecchia, chiesa
parrocchiale S. Biagio
Pornassio, particolare
del castello
Chiusanico, chiesa di
Santo Stefano
Cervo, chiesa di
San Giovanni Battista
Da Imperia-Oneglia ci addentriamo nella Valle Impero e
incontriamo tra gli uliveti Pontedassio, che deve il nome allo
scomparso ponte d'assi di legno. A Chiusavecchia la
Parrocchiale di San Biagio ha il campanile che in alto termina a
"cipolla". Festa di San Biagio il 3 febbraio.
Proseguiamo nel verde per la comoda strada statale e arriviamo
a Pieve di Teco, capoluogo della Valle Arroscia. Fondato nel
1234 al passaggio di vie che portavano in Piemonte, fu
importante centro commerciale. Sotto i bellissimi portici, rimasti
intatti, c'è ancora oggi una quantità di botteghe. L'ex Convento
degli Agostiniani ha una grande chiostro quattrocentesco con 24
pilastri. L'imponente Collegiata di San Giovanni Battista conserva dipinti e sculture lignee del Maragliano. Il 20 gennaio, festa di
San Sebastiano, processione delle bambine con le bambole.

Riprendiamo la strada che si snoda tra i boschi e i costoni
montagnosi fino a Pornassio, col suo Castello, originario del
1400, in bella posizione strategica. A Pornassio si produce il
celebre vino Ormeasco, vino rosso ottenuto dai vitigni composti
per almeno il 95% dal vitigno Dolcetto. La prima domenica
d'ottobre festa dell'uva e del vino.
Proseguiamo verso il Colle di Nava dove troviamo, in un
paesaggio di parti e boschi, tre massicce Fortificazioni di fine
'800. Ridiscendiamo e, passato Pieve di Teco, dopo una decina
di km prendiamo un bivio per Cesio e San Bartolomeo al Mare.
Sulla strada troviamo Torria dove ci accoglie un panorama
incantevole che va dal mare fino alle Alpi Liguri. La Parrocchiale
di San Martino ha la torre campanaria settecentesca con la
cuspide a bulbo. Immerso negli uliveti ecco Chiusanico con i
suoi frantoi e la Parrocchiale di Santo Stefano.
Ritorniamo sulla S.S. 28 e a Pontedassio deviamo a sinistra per
Diano Arentino. La strada si arrampica tra fitti uliveti sulla collina.
Occhio alle curve e al panorama. Superato Diano Arentino, la
cui Parrocchiale conserva un polittico cinquecentesco, a un
tratto comincia la discesa verso il mare.
Ecco Diano Castello, affascinante borgo medievale con uno
stupendo panorama. Resti della cinta muraria, affreschi del '400
nell'Oratorio di San Giovanni Battista, la Parrocchiale con un
Crocifisso del Maragliano, sono alcune delle otto tappe
consigliate.

Dopo una curva ecco il mare e intorno a noi la macchia
meditteranea. Arrivati a Diano Marina godiamoci la bellezza del
suo incantevole golfo e dei suoi paesi, uno più bello dell'altro.
Cominciamo da San Bartolomeo al Mare che ci offre un
piacevole soggiorno animato da partite a bocce e a tennis, da
locali notturni. Un'ultima puntata nell'interno, tra gli uliveti, al
piccolo borgo di Villa Faraldi con il suo Campanile secentesco e
il notevole Festival di teatro.
E poi a Cervo con le sue meraviglie architettoniche di borgo medievale e la storia legata al corallo.





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Sport, Gastronomia e Comunitā Montane

La Strada dei Giardini




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I Comuni della Provincia di Imperia
Portale Turistico Riviera dei Fiori
L'Università nell'Imperiese


Si ringrazia per la gentile collaborazione:
il Dr. Perato della Provincia di Imperia e il Dr. Piergiorgio Antonetto dell'APT Riviera dei Fiori
(cariche ricoperte al momento della collaborazione).


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