![]() |
![]() |
![]() |
| Ricette | Eventi | Trova Lavoro | Dicono di noi | Descrizione Progetto |
Home > News dal Consorzio del Pesto genovese |
Inserisci nei tuoi Preferiti |

NEWS DAL CONSORZIO|
Sabato 13 marzo 2010
IL CONSORZIO DEL PESTO GENOVESE AL SALONE DELL'AGROALIMENTARE LIGURE Sabato 13 alle ore 16 presso il Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finale Ligure Borgo (SV) "Il vero pesto genovese" a cura del Consorzio del Pesto Genovese - presso l'Arena Eventi -> Clicca qui per scaricare il programma completo della manifestazione Sabato 6 Marzo 2010 SEMINARIO ALLA COOP DI ARENZANO Sabato 6 marzo il Consorzio del Pesto Genovese sarà alla Coop di Arenzano per un seminario sulla sana alimentazione con una dimostrazione pratica della preparazione del Pesto genovese. Giovedì 21 gennaio 2010 IL CONSORZIO DEL PESTO GENOVESE OSPITE DI "OCCHIO ALLA SPESA" Giovedì 21 gennaio il Consorzio del Pesto Genovese sarà in registrazione su RAI 1 per la trasmissione "Occhio alla spesa" condotta dal dott. Di Pietro. Vi indicheremo nei prossimi giorni la data esatta della messa in onda. |
|
Un
successo per l'agricoltura ligure !!! Dopo sette anni si è concluso
l'iter burocratico di riconoscimento presentato dai coltivatori liguri
con il pieno e totale sostegno della Regione e il basilico genovese
è diventato dop. L'attribuzione del marchio di qualità europeo
premia l'enorme sforzo dei produttori e degli enti locali per vedere
riconosciuta la certificazione d'origine al nostro basilico e porta
con sé diverse valenze non solo economiche: è un importante riconoscimento
del valore delle tradizioni alimentari nazionali e insieme tutela contro
le imitazioni per imprenditori agricoli e consumatori.
La sigla dop, entrata nel linguaggio comune associata all'olio extravergine d'oliva, sta per denominazione d'origine protetta e viene assegnata a prodotti agricoli e alimenti le cui caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti. È dunque la caratterizzazione geografica che rende unico il prodotto certificato. Il basilico, pur provenendo da molto lontano, infatti, ha trovato sulle nostre coste le condizioni ambientali ideali di acclimatamento per crescere con caratteristiche organolettiche del tutto particolari, introvabili altrove. Non una qualunque varietà della pianta ma proprio e solo il basilico genovese che racchiude nelle sue foglie l'inconfondibile aroma di mare e di salsedine: il sapore, il profumo e la fragranza della Liguria. Identità territoriale e impossibilità di repliche in altre zone: gli elementi cardine che hanno giustificato la richiesta di dop per il basilico valgono anche per il pesto. Come spiega l'assessore alle Politiche Agricole e Forestali Piero Gilardino, l'attribuzione del marchio di qualità è importante non solo come risultato immediato, ma anche per favorire il riconoscimento della dop al pesto genovese. Una vittoria e un incentivo anche per tutti gli altri prodotti tipici regionali da valorizzare e proteggere in sede comunitaria. Le oltre cento aziende liguri che producono basilico ora potranno vedere meglio tutelato il proprio lavoro e la professionalità necessaria ad ottenere un prodotto unico e particolare, dop appunto. |

|
Tra
i prodotti che hanno contribuito alla diffusione a alla conoscenza delle
tipicità liguri nel mondo, il pesto ha giocato sicuramente una parte
da protagonista. Dalle ricerche svolte negli archivi dei più importanti
quotidiani liguri, risulta che la sua maggior diffusione si è registrata
fra il 1980 e il 1990.
Fra le apparizioni più eclatanti registrate nei primi anni ottanta, quella al The Italian Fancy Food Show di New York (rassegna dei cibi prelibati italiani) è una delle più significative. All'epoca la prelibata salsa di basilico, vanto della cucina genovese, presenziò letteralmente "travestita" sotto una pimpante etichetta che la battezzava "Pesto Sanremo". Durante la manifestazione raccolse molti consensi sia da parte dei visitatori sia da parte dei produttori. Particolare curioso: il pesto in questione non era diretto verso il mercato dei consumatori italo americani, che avevano vaghe discendenze associate a qualche languida malinconia ligure, bensì al puro palato anglosassone che trovava in quell'intingolo persino uno stimolo sessuale. "A sauce called pesto" riportava nel 1989 il "Sunday Times", dedicando alla salsa l'ultima puntata di un'inchiesta intitolata "The Taste of Italy", un lungo viaggio del quotidiano inglese all'interno delle tradizioni gastronomiche italiane. Il Secolo XIX registrò con puntualità l'evento con un articolo (6 gennaio 1989) dal tono decisamente entusiastico: "[…] A sauce called pesto, una salsa chiamata pesto. Gli inglesi sono soggiogati dal basilico, affascinati da come in Liguria ciascuno lo coltiva in ogni spazio disponibile, intorno alla casa come nei vasi sul davanzale." Il "Sunday Times" puntava sull'evidenziare l'unicità della cucina ligure che, nonostante l'estensione costiera della regione, faceva grande uso di verdure ed erbe aromatiche. Claudia Rosen autrice dell'inchiesta afferma: "La cucina della Liguria non ha nessuna delle caratteristiche comuni ad altre regioni del nord, ne è una cucina basata sul mare come ci si potrebbe aspettare […] si fa grande uso di verdure, come in Puglia, e l'aspetto più stupefacente è l'abbondante impiego di erbe aromatiche." Della salsa verde si spiega che ogni località lungo la costa offre una sua versione "[…] a Nervi si aggiunge crema, a Recco un po' di ricotta leggermente acida." Il pesto della Val di Magra all'inizio degli anni '90 conquistò il mercato del Canada, della Germania e della Giordania. Per poi essere esportato addirittura a Honolulu nelle Hawaii. Il 21 marzo del 1990 il "Secolo XIX" registrò nelle sue cronache questo successo di mercato, riportando anche la stravagante idea di diffondere un gelato al gusto di basilico. Un noto ristorante di Recco qualche anno prima fece impazzire i filippini presentando piatti a base della prelibata salsa al Silhais International Hotel di Manila. Il pesto sbanca a Las Vegas e affascina "The Voice". La passione per il pesto ha catturato anche gli Stati Uniti, dove non mancano i ristoranti genovesi e dove periodicamente la cucina ligure gode di ampi spazi all'interno di diverse rassegne. |
|||||||||||
|