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I SISTEMI AMBIENTALI NELLA PROVINCIA DI SAVONA

Con l'avvio del nuovo ordinamento delle autonomie locali l'ente Provincia assume un ruolo di rilievo nelle tematiche
legate alle aree naturali protette ed alla tutela e valorizzazione dell'ambiente; questo ruolo viene riconosciuto nella
legge regionale di riordino delle aree protette che prevede, tra l'altro, la possibilità di individuare e
istituire aree protette di interesse provinciale.

E' in quest'ottica che da diversi anni l'Ufficio Parchi della Provincia di Savona ha impostato e sta sviluppando un
"Programma provinciale di tutela e valorizzazione degli ambienti del Savonese": il lavoro finora svolto ha permesso
di individuare una serie di aree meritevoli di protezione e valorizzazione, e di organizzare alcuni "Sistemi Ambientali"
attraverso il progetto Natura Forza 10 in cui sono attivamente coinvolte le realtà amministrative locali per una
gestione ed una promozione concertata del sistema provinciale delle aree protette.

  I -Sistema Ambientale "Terre Alte-Pennavaire"
Comuni: Arnasco, Castelbianco, Erli, Nasino, Onzo, Vendone, Alto e Caprauna (CN) - Aree protette provinciali: 1) Monte Galero, 2) Castellermo - Rocca Livernà
II -Sistema Ambientale "Poggio Grande"
Comuni: Balestrino, Borghetto S.S., Castelvecchio R.B., Ceriale, Cisano sul Neva, Zuccarello - Aree protette provinciali: 3) Monte Acuto - Poggio Grande - Valle rio Ibà
III -Sistema Ambientale "Ingauno"
Comuni: Alassio, Albenga, Andora, Casanova Lerrone, Garlenda, Laigueglia, Ortovero, Stellanello, Testico, Villanova d'Albenga - Aree protette provinciali: 4) Torrente Arroscia, 5) Torrente Merula, 6) Alte Valli Merula e Lerrone, 7) Fiume Centa
IV -Sistema Ambientale "Monte Carmo"
Comuni: Boissano, Borgio Verezzi, Giustenice, Loano, Magliolo, Pietra Ligure, Toirano, Tovo S. Giacomo - Aree protette provinciali: 8) Rocca Barbena, 9) Alta Val Varatella (Rio della Valle), 10) Carmo di Loano, 11) Ciazze Secche, 12) Torrente Maremola, 13) Monte Grosso
V -Sistema Ambientale delle Bormide
Comuni: Altare, Bardineto, Bormida, Cairo M., Calizzano, Carcare, Cengio, Cosseria, Dego, Mallare, Massimino, Millesimo, Murialdo, Osiglia, Pallare, Piana Crixia, Plodio, Roccavignale - Aree protette provinciali: 14) Monte Spinarda-Rio Nero, 15) Giovetti, 16) Melogno, 17) Monte Camulera (Area Wilderness), 18) Lago di Osiglia, 19) Piangiaschi, 20) Rio Parasacco, 21) Bormida di Pallare, 22) Bormida a Rocchetta, 23) Adelasia, 24) Collina del Dego
VI -Sistema Ambientale "Sabatia"
Comuni: Bergeggi, Quiliano, Savona, Spotorno, Vado Ligure- Aree protette provinciali: 24) Rocche Bianche, 25) Monte Mao, Sughereta di Bergeggi, 26) Rio Solcasso, 27) Cadibona
VII -Sistema Ambientale "Giovo"
Comuni: Albisola Superiore, Albissola Marina, Celle Ligure, Giusvalla, Mioglia, Pontinvrea, Sassello, Stella, Urbe, Varazze - Aree protette provinciali: 28) Rocca del Falcone, Crivezzo,
29) Giovo Ligure, 30) Costiera e fondali Celle e Varazze,
31) Torrente Sansobbia, 32) Area Balbi-Orti Faraggiana
VIII -Sistema Ambientale Isola di Bergeggi;
IX -Sistema Ambientale Isola Gallinara;
X -Sistema Ambientale Finalese
Comuni: Calice Ligure, Finale Ligure, Noli, Orco Feglino, Rialto, Vezzi Portio - Aree protette: (G) Finalese

A) Parco Naturale Regionale del Beigua
B) Parco Naturale Regionale Piana Crixia
C) Parco Naturale Regionale Bric Tana
D) Riserva Naturale Regionale Rio Torsero
E) Riserva Naturale Regionale Gallinara
F) Riserva Naturale Regionale Bergeggi

AREE PROVINCIALI DI INTERESSE NATURALISTICO


Alta Val Bormida
Giovo
Ingauna
Pollupice

La Provincia di Savona presenta un elevato numero di luoghi di notevole interesse naturalistico, che rappresentano
le peculiarità della nostra regione. La Liguria, infatti, è una stretta striscia di territorio che condensa in sé una grande
varietà di ambienti, grazie alla stretta vicinanza delle catene montuose al mare. Esplorando questo territorio possiamo
incontrare le tracce di una costante presenza dell'uomo , dagli insediamenti preistorici fino alle attività rurali ancora vive.

Una così grande ricchezza ambientale e culturale merita di essere conosciuta, valorizzata e conservata.
Alcune zone sono tutelate come Parchi Naturali o Riserve Naturali della Regione Liguria, altre rientrano nell'ambito
delle competenze dell'Ufficio Parchi della Provincia di Savona, quali le Oasi e le Aree Naturalistiche Provinciali,
sulla base della Legge Regionale n° 12/95 - "Riordino delle aree protette".


 Parco Naturale Regionale del Beigua
Il Parco del Beigua, localizzato tra il Colle del Giovo e il Passo del Turchino, è la più estesa area protetta della Liguria. Con una superficie di oltre 8.000 ettari, interessa il territorio di dieci comuni della Provincia di Savona (Sassello, Stella, Varazze) e Genova (Arenzano, Campoligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Tiglieto), riguardando le Comunità Montane Argentea, del Giovo, Valli Stura e Orba. Dal punto di vista geologico il massiccio del Beigua costituisce l'elemento di separazione tra la struttura alpina e quella appenninica. Netta è la differenza tra i due versanti: quello meridionale brullo e aspro con substrati serpentinosi, presenta un clima mite per la vicinanza del mare, mentre quello settentrionale, con clima tipicamente padano, è caratterizzato da estesi boschi misti e da castagneti cui seguono in quota rigogliose faggete e praterie montane. Il Parco del Beigua è stato frequentato dall'uomo fin dal Neolitico come testimoniano importanti compagne di scavi archeologici. Incisioni rupestri, strutture megalitiche, resti di fortificazioni e complessi religiosi ricordano il ricco passato di questi luoghi. Oltre cinquecento chilometri di sentieri, percorribili anche a cavallo e mountain bike, permettono all'escursionista di conoscere le bellezze di questo parco.


 Parco Naturale Regionale Bric Tana
Santuario della Madonna del Deserto
Il Parco di Bric Tana, situato nel territorio del comune di Millesimo, si caratterizza per i numerosi fenomeni carsici con doline e grotte dovute alla presenza di calcare di scogliera entro un complesso aranaceo-marnoso di età oligocenica. Indagini e scavi condotti in quest'aria dalla Sovrintendenza archeologica della Liguria hanno consentito la scoperta dei resti di un importante insediamento abitativo risalente all'età del Bronzo.

Nelle vicinanze del Parco, presso il Santuario della Madonna del Deserto, si trova la Valle dei Tre Re, zona carsica atipica di notevole interesse per la presenza, in un'arenaria calcarea, di una grotta con idrografia sotterranea attiva che ha dato un origine ad una cosiddetta "valle chiusa". Rigogliosi boschi misti castagneti costituiscono la vegetazione tipica di questa area protetta in cui vivono numerosi mammiferi e diverse specie di uccelli.


 Parco Naturale Regionale Piana Crixia
Il Fungo di Borgo
Il Parco di Piana Crixia si estende ai confini tra la Liguria e Piemonte presentando imponenti fenomeni geologici e geomorfologici unici per questo tratto di Langhe in territorio ligure. Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza dei calanchi, particolari fenomeni erosivi con caratteristici solchi stretti e profondi, generalmente poveri di vegetazione, prodotti dalle acque di dilavamento su terreni argillosi. Nei pressi della frazione Borgo, sovrastante il fiume Bormida, si trova il "Fungo" costituito da un grosso masso ofiolitico che ha protetto i conglomerati sottostanti, più facilmente erodibili, delle acque meteoriche, creando la curiosa e imponente figura.


 Riserva Naturale Regionale Bergeggi
La Riserva naturale di Bergeggi comprende l'isola e la scogliera antistante, costituite da un complesso calcareo, modellato nel tempo dai fenomeni carsici e dall' erosione marina. L'isola, che si trova a circa trecento metri dalla costa tra i comuni di Bergeggi e Spotorno, presenta una splendida macchia mediterranea pressoché integra e conserva le tracce di un'antica frequentazione umana. Sull'isolotto, che offre ospitalità a diverse specie di uccelli Migratori, nidificano i gabbiani reali. Di notevole interesse paleontologico la Grotta marina, raggiungibile anche da terra e facilmente visitabile.


 Riserva Naturale Regionale Isola Gallinara
L'Isola Gallinara
L'isola di Gallinara si trova a circa millecinquecento metri dalla costa tra Alberga e Alassio.
Costituita da quarzite, l'isola è ricoperta da una rigogliosa vegetazione mediterranea che conta oltre duecento entità flogistiche tra cui alcuni endemismi. Sull'isola, che presenta coste alte e dirupate modellate dall'erosione marina, vivono e nidificano i gabbiani reali. Notevoli anche le testimonianze storiche e archeologiche. L'isola, infatti, già nota in epoca romana, fu rifugio di San Martino di Tours che secondo la tradizione abitò una grotta aperta sul mare. Sede di una comunità di monaci orientali e poi di benedettini, che vi fondarono un'abbazia, passò in mano a privati nella prima metà dell'Ottocento.


 Riserva Naturale Regionale Rio Torsero
La riserva, localizzata nel territorio del Comune di Ceriale, prende il nome dal Rio Torsero, che con la propria azione erosiva ha scoperto uno dei più importanti giacimenti di macrofossili del periodo pliocenico.
L'ottimismo stato di conservazione e il grande numero di esemplari di specie di notevole interesse paleontologico, soprattutto lamellibranchi e gasteropodi, ha fatto si che quest'area diventasse nota in tutto i mondo.


 Oasi Faunistica di Rocchetta Cairo
La Riserva è localizzata nel comune di Cairo Montenotte all'interno di una vasta proprietà della Ferrania spa (ex 3M Italia). Raggiungibile sia da Ferraia che da Montenotte Superiore, la Riserva prende il nome della Rocca dell'Adelasia, uno dei numerosi ammassi ofiolitici che affiorano tra i rigoglioso boschi. Molto complesso appare il substrato geologico che determina situazioni geomorfologiche varie. L'area è ricoperta dai boschi misti e splendide faggete che presentano imponenti alberi monumentali. Questo territorio è frequentato da numerosi animali ed è sempre più facile incontrare esemplari di capriolo.
La Riserva, che presenta inoltre motivi di interesse storico per i combattimenti napoleonici del 1796, è attraversata da quattro sentieri segnati di grande valore naturalistico e ambientale.


 Oasi del Merula
L'Oasi del Merula, localizzata nella zona della foce del medesimo torrente, rappresenta malgrado le sue limitate dimensioni, una delle ultime possibilità di salvaguardia di una zona umida di importanza regionale. Nella foce del Merula da alcuni anni è stata favorita la crescita del canneto palustre, che non crea problemi per le possibili inondazioni (la canna si piega al deflusso dell'acqua), permettendo altresì la vita a numerose specie nidificanti e migratorie che annualmente sostano in questa area naturale situata proprio in mezzo al nucleo cittadino di Andora. Uno degli aspetti più interessanti si è rilevato il numero di avvistamenti di uccelli migratori e stanziali (48 specie).


 Costiera e Fondali di Varazze e Celle Ligure
La costa che si estende lungo l'estrema porzione orientale della provincia di Savona conserva eccezionali caratteristiche panoramiche e naturali. Questa Area Protetta di Interesse Provinciale ha il suo fulcro nel Parco Costiero dei Piani d'Invrea. Un angolo di natura facilmente apprezzabile attraverso il percorso che, da Varazze verso Cogoleto, ricalca per oltre quattro chilometri il tracciato della vecchia linea ferroviaria in una straordinaria successione di scogliere, baie e panorami sulla costa.
Il tutto comodamente percorribile a piedi o in bicicletta. L'area presenta numerosi valori naturalistici: gli affioramenti geologici di metagabbri (di colore bianco/verdognolo) e serpentiniti (di colore quasi nero) creano scogli "bianchi" e scogli "neri" che si immergono nelle limpide acque, ricche di tane di saraghi, branzini, mormore e popolate da estese praterie di Posidonia e Cymodocea. Dal percorso non è raro osservare nel periodo estivo-autunnale, al largo, il nuoto dei delfini o lo "sbuffo" di qualche balena. In primavera, autunno e inverno la zona si presta ottimamente al bird-watching di molte specie di uccelli acquatici in sosta migratoria.


 Il Finalese
Altipiani e falesie a picco sul mare , borghi storici e antiche mulattiere immerse nella macchia mediterranea e tra gli antichi terazzamneti coltivati ad olivo. Il Finalese rappresenta una tra le "perle" della natura e della cultura nella provincia di Savona. La famosa "Pietra di Finale", dal delicato colore rosa, forma alle spalle di questo tratto della costa quattro grandi altipiani, separati da profondi "canyons" scavati nella roccia calcarea di origine sedimentaria marina formata dalle strutture calcaree degli organismi che circa 20 milioni di anni fa popolavano la laguna costiera che qui si trovava. Le alte pareti rocciose che ammiriamo ai nostri giorni, ospitano la più stupefacente varietà di organismi vegetali e animali: rare specie di piante (tra cui l'endemica Campanula isophylla) e di animali (uccelli rapaci diurni e notturni). Vero paradiso per l'arrampicata sportiva, che qui si può svolgere durante tutto l'anno, le pareti rocciose esigono però rispetto. In alcuni settori è quindi stato disposto il divieto di "free-climbing". Area carsica per eccelenza, il Finalese racchiude numerosissime grotte, molte delle quali conservano le tracce di una frequentazione umana che risale al Paleolitico. Tali testimonianze sono conservate e osservabili nel Museo Archeologico del Finale (Chiostri di S. Caterina, Finale Ligure).

 Il Monte Carmo di Loano
Un balcone panoramico sulla costa e sulle Alpi: il Monte Carmo di Loano con i suoi 1389 metri sul livello del mare rappresenta il fulcro dell'omonima Area Protetta di Interesse Provinciale. L'ambiente di quest'area è particolarissimo, con scorci panoramici mozzafiato; l'ambiente alpestre (non dimentichiamo che qui siamo nelle Alpi Liguri) è caratterizzato da affioramenti calcarei su cui crescono specie mediterranee che raggiungono qui le loro quote più elevate, assieme a specie alpine ai limiti (altitudinali ed areali) di distribuzione. Per queste ragioni il Monte Carmo è considerato dagli studiosi il confine botanico tra le Alpi e gli Appennini. Le pendici settentrionali sono coperte da estesissimi boschi di faggio, che arrivano a sfiorare il crinale con esemplari bassi e contorti per effetto del vento e delle rigide temperature invernali.


 Poggio Grande
Castelvecchio di Rocca Barbena
L' Area Protetta di Interesse Provinciale il cui nucleo è costituito dalle valli Ibà ed Auzza ed i monti Acuto, Poggio Grande e Poggio Ceresa - racchiude eccezionali pregi botanici, faunistici e geopaleontologici. Il territorio è costituito da terreni calcarei di differenti formazioni geologiche, in cui si osservano importanti fenomeni carsici. La vegetazione dei fondovalle e dei versanti Nord è rappresentato dai boschi di latifoglie mentre sui versanti rivolti a Sud dominano le specie arbustive della macchia mediterranea; sugli alti versanti, tra estese praterie e pascoli, si trovano boschetti a Pino marittimo. L'area ha un eccezionale valore botanico per la compresenza di piante alpine a stretto contatto con specie tipicamente mediterranee. L'importanza floristica delle praterie di crinale è testimoniata anche dall'eccezionale ricchezza di orchidee: ne sono state censite ben 34 specie, tutte protette dalla legge. L'endemica Campanula di Savona è presente solo qui ed in poche altre località della provincia. La ricca fauna è presente con specie endemiche di insetti, numerosi anfibi e rettili (con i rari Colubro lacerino e Lucertola ocellata). Tra i mammiferi è presente una numerosa
popolazione di Daino. Tutti i comuni del Sistema Ambientale vantavano una storia millenaria, con i nuclei storici - fondati tutti tra il IX e il XIII secolo - che ci tramandano vestigia dell'età feudale. Dai centri costieri di Ceriale e Borghetto Santo Spirito, fino ai borghi fortificati di Cisano sul Neva, Zuccarello, Castelvecchio di Rocca Barbena (Appuntamento da non perdere: il "Palio degli Asini a ferragosto") e Balestrino, lungo le antiche "via del sale", questo territorio vide intrecciarsi le vicende storiche legate alla marca aleramica e quindi ai vescovi di Albenga , alle famiglie feudali dei Del Vasto, Del Carretto e Clavesana. Testimoni dell'importanza strategica dei diversi Comuni sono i castelli e le fortificazioni che ancor oggi caratterizzano il territorio. Anche l'architettura "minore" conserva aspetti caratteristici negli antichi nuclei rurali, soprattutto nei pressi di Peagna, e in singoli manufatti quali mulini e frantoi nei fondovalle e, sugli alti versanti, le "caselle": piccole costruzioni in pietra a secco utilizzate sin dai tempi remoti dai pastori come ricoveri lungo le vie di transumanza dalle Alpi.


 Monte Galero
I versanti meridionali del Monte Galero (1708 metri di quota e nucleo dell'omonima Area Protetta di Interesse Provinciale, rappresentano un'area di notevole interesse naturalistico, grazie alle varietà di ambienti e al limitato impatto delle attività antropiche. Ne é testimonianza l'elevato numero di specie di vertebrati presenti, alcuni dei quali, tipicamente alpini, sono qui al limite meridionale della loro distribuzione (tra gli uccelli citiamo il fagiano di monte, mentre tra i mammiferi ricordiamo la marmotta, la lepre variabile e il camoscio). Dal punto di vista geologico, è interessante notare estesi affioramenti della formazione della "Brecce del Monte Galero", conglomerati a spigoli vivi che formano spettacolari torrioni. Gli antichi nuclei di Nasino, Castelbianco, Erli, formano una cornice unica in questo paesaggio che conserva antichi segni dell'opera dell'uomo, anche nelle numerose grotte (o "arme") abitate nella preistoria.


 La Collina del Dego
Area Protetta di Interesse Provinciale, è adiacente alla Riserva dell'Adelasia e si trova nel territorio del comune di Dego, in un complesso boscato di grande pregio (anch'esso parte dell'antico "Bosco di Montenotte"): i rilievi sono ricoperti da estese faggete, con esemplari anche notevoli dimensioni; presenti sono pure la rovere ed il castagno. Fino ai primi anni del XIX secoli il carbone che si traeva dal legname della zona veniva impiegato nelle fornici e nei magli del comprensorio. La fresche sorgenti e i numerosi corsi d'acqua rappresentano ambienti ideali per gli anfibi. Questa area è attraversata da tre comodi itinerari percorribili a piedi, a cavallo o in mountain bike per uno sviluppo complessivo di oltre 20 chilometri con 4 aree di sosta attrezzate. L'area fu teatro della battaglia tra gli Austriaci e le truppe napoleoniche: qui i francesi, dopo gli scontri di Montenotte e Cosseria, concentrarono le forze battendo gli Austro- Piemontesi.


 Il Lago di Osiglia
Il Lago artificiale, Area Protetta di Interesse Provinciale, costituisce il maggior invaso d'acqua dolce della provincia di Savona. Il lago ha uno sviluppo molto esteso, con una lunghezza di 3 Km, una larghezza alla diga di circa 200 m e con una capacità d'invaso di 13 milioni di metri cubi. Esso è attraversato in senso traversale, a metà circa della sua lunghezza, da uno stretto ponte che consente di raggiungere una piccola frazione abitata. Sito in ambiente submontano di elevata qualità, tra estesi boschi di castagno, faggio, rovere e conifere mesofite, rappresenta un habitat ideale per la sosta di avifauna acquatica migratoria. Importante inoltre l'ittiofauna, con numerose specie lacustri, la cui pesca è consentita in maniera regolamentata. Grazie alla facilità di accesso ed alla bellezza del paesaggio, la località costituisce meta ideale per lo svolgimento di attività turistiche e sportive a contatto con la natura.


Le manifestazioni del mese organizzate in Provincia di Savona





Il Territorio e le attività sportive nel savonese

Prodotti tipici locali, Artigianato e Gastronomia

Le Comunità Montane della Provincia di Savona

Uffici di Informazione e Accoglienza turistica (I.A.T.)



Sito Ufficiale della Provincia di Savona

Rete escursionistica dei sentieri

Rete museale



Si ringrazia per la gentile collaborazione la PROVINCIA DI SAVONA in particolare:
l'Assessore Pierluigi Pesce, il Dr. Paolo Genta, la Dr.ssa Eliana De Carolis e la Dr.ssa Margherita Vallerga
(cariche ricoperte al momento della collaborazione).


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